SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE ENOGASTRONOMICA

Direttrice didattica ELSA MENEGOLLI

GROTTA METE

“Mete” a Meta, l’antica cantina ritrovata fra storia, C.R.U. e formaggi d’autore

Geometrie, forme d’arte, rigenerazione.

Da una vecchia cantina dimenticata e riportata alla luce dopo un lungo lavoro di recupero, riemerge a Meta – porta d’accesso della penisola sorrentina – un vero e proprio gioiello architettonico.

Mete è non casualmente il nome del progetto, ambizioso, innovativo, frutto di anni di impegno e passione nell’arte casearia che hanno condotto Salvatore De Gennaro e Giuseppe Iaconelli a battezzare la loro creatura.

 

 

Mete: il progetto di rigenerazione dei terroir del formaggio campano a Meta, tra tradizione e innovazione

Un lavoro di squadra, con al suo interno professionalità eccellenti in ogni ambito, dall’architettura al lighting design, dalla cultura alla produzione lattiero casearia. A proposito, la vicinanza estrema con Vico Equense – patria dell’unica De.Co. immateriale del formaggio, l’arte dei suoi casari appunto – è il motivo fondante di questa iniziativa ancora agli albori. Qualcosa destinato a crescere lentamente, fra le nobili muffe e le dolci temperature che nel caveau ipogeo di Meta, in via del Lauro, avvolgono e conservano nel tempo pezzi unici di provolone locale, Monaco Dop, caciocavallo, fiaschette e tutto quanto rientrante nella produzione di formaggi a pasta filata locali.

Ovviamente prodotti da stagionatura, per i quali è fondamentale mantenere costante la temperatura e il ricambio d’aria. L’odierna cantina è frutto dell’enorme lavoro di recupero ultimato nelle sale ipogee di un palazzo ottocentesco di Meta, dove il fresco e l’odore di umido accompagnano il visitatore fra pezzi da museo dell’arte casearia, selezionati e posti nei locali a testimonianza del pregio assunto grazie a mesi, anni di affinamento. Un modo per valorizzare e tutelare le CRU del formaggio campano attraverso una speciale opera di rigenerazione dei terroir (termine in uso per il vino, adatto anche a tale occasione – ndr).

Per volontà dei due stessi promotori, De Gennaro e Iaconelli, l’espansione del progetto Mete è al momento tutta da costruire, procedendo sala per sala, ambiente per ambiente. Produttore e ristoratore vicano, nonché casaro dall’arte De.Co. il primo; esperto affinatore, maestro casaro, oggi consulente in ambito enogastronomico, il secondo. È stato proprio il signor Iaconelli, da spola fra alto casertano e penisola sorrentina ogni volta che viene a Meta, ad introdurci nel silenzio surreale di questo ambiente che nessuno mai si aspettava di poter un giorno riscoprire. In pieno centro urbano, ma immerso nell’antico fascino dei fondi rustici costieri, aria di mare che si incunea dalle finestre per arieggiare gli ambienti, cisterne d’epoca recuperate e adoperate per inumidire a dovere le sale.

Gioco di luci e colori frutto dell’eccellente lavoro di Filippo Cannata, lighting designer di fama mondiale. Lavori eseguiti dall’architetto Franco Savarese, in cinque anni di scavo e recupero dei saloni ipogei. Senza dimenticare l’apporto di altre due eccellenze vicane, fra allestimento degli interni e cura dell’igiene dei locali: l’arch. e designer Valentina Autiero ed il team di tecnologi della Food Safety Consulting di Vico Equense, guidato dal dott. Ciro Cosenza.

 

 

Mete è questo, unione di forze, di competenze e di tradizioni. Cornice ideale la sacralità che avvolge l’esperienza di full immersion sensoriale, che in futuro potrebbe rivelarsi un originale laboratorio di affinamento, o magari una nuova experience turistica, perché no, anche di degustazione combinata.

Parola agli esperti, in bocca al lupo.

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