SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE ENOGASTRONOMICA

Direttrice didattica ELSA MENEGOLLI

api

Elogio al miele ( to bee or not to bee)

Credo che poche persone si rendano veramente conto di quanto il miele sia straordinario e di quanto questo dono della Natura sia unico e prezioso. Va di moda ormai da anni la ricerca del  terroir nei prodotti enogastronomici: di quella impronta di fattori naturali e antropici che rendono un prodotto unico e irripetibile.

 

 

Cos’è il terroir?

Nel vino in primis ricerchiamo il terroir: quell’insieme di fattori, di terra, cielo e uomo che rendono un vino irriproducibile altrove. Un Chianti Classico non potrà mai essere riprodotto in un altro luogo, perché quel puzzle misterioso e sottile di suolo, clima e interferenza umana si combina e incastra in qualcosa di unico, irripetibile e irriproducibile altrove. Il terroir, parola magica molto amata da chi fa marketing, usata, a volte forse un po’ troppo, per comunicare al mondo l’unicità di vini, formaggi e altri prodotti enogastronomici. Ma pochi si rendono conto che è il miele, forse più di qualsiasi altro prodotto, che avrebbe il diritto di ornarsi della medaglia dorata del terroir. Il miele, l’espressione più pura e più autentica dell’unicità di un territorio. Irripetibile e ineguagliabile, come lo è la flora che caratterizza un luogo, la combinazione di fiori spontanei, alberi da frutto e piante che crescono in un determinato luogo.

 

Un’ espressione del terroir direi forse ancora più autentica di quella del vino, perché non plasmata dalla mano del uomo-vignaiolo, ma creata dalle api: queste straordinarie creature, così saldamente connesse alla grande saggezza e allo spirito della Natura da esserne gli interpreti più fedeli. Per quanto un vignaiolo possa essere rispettoso e in armonia con la Natura, difficilmente avrebbe la connessione profonda con il naturale delle api: che altro non sono che una forma e espressione della Natura stessa, capaci di donarci una delle cose più straordinarie che esista, il miele.

 

Le api e il miele

Il miele. Tutta l’unicità di un luogo rinchiusa in forse la più nobile e bella espressione della Natura, i fiori. Simbolo eterno di bellezza e grazia, di purezza e vita. Le api ci donano l’essenza più pura dei fiori, il loro nettare, trasformandolo in miele. Ci esaltiamo davanti a un bicchiere di vino, descrivendolo con termini lirici, mentre snobbiamo il miele, riducendolo ad un semplice dolcificante del caffè o del tè, spesso senza nemmeno annusarlo e senza rendersene conto di quanto esso sia straordinario. Quanti di noi sanno che un barattolo di miele rinchiude in sé i ricordi di oltre 5 milioni di fiori visitati!? Ma quanto è straordinario tutto questo!

 

 

Perché ci esaltiamo davanti a un bicchiere di vino girando e annusando mentre non ci passa nemmeno per la testa di farlo con il miele?!

Il vino è una cosa meravigliosa, non c’è dubbio, il vino dei vignaioli è un’interpretazione sincera e autentica di un luogo e di un territorio. Il vino è tradizione, cultura, scienza e poesia. Quando consumato con moderazione, ci dona quella leggera e gioviale ebbrezza, che facilita la convivialità e che è uno dei motivi principali per cui lo amiamo. Ma il vino è anche potenzialmente rischioso, e se abusato diventa pericoloso per la salute. Nulla di tutto questo vale per il miele: è un grande alleato della nostra salute, ricco di sostanze benefiche e antiossidanti che ci proteggono e ci aiutano a mantenersi sani e giovani. Per non parlare degli altri prodotti che le api ci regalano: la propoli, la polline, la pappa reale, veri e propri medicinali naturali dai grandissimi poteri curativi e protettivi. Anche questi doni delle api vengono presi tristemente un po’ sottogamba, dati quasi per scontati, in pochi se ne rendano conto di quanto siano straordinari e preziosi e di quanto siano importanti per la nostra salute.

Per non parlare della grande importanza delle api per la vita sulla terra e del loro ruolo nel sostentamento e nell’esistenza di noi umani. Senza le api non ci sarebbe una buona parte di ciò che consumiamo come frutta e verdura giornalmente sui nostri tavoli. Senza le api, non ci sarebbe agricoltura, per lo meno non come la intendiamo oggi. Immaginatevi un mondo senza fragole, pesche, ciliegie o pomodori, giusto per citare alcune colture. Ci sentiamo padroni dell’Universo, credendoci immuni ai marasmi che ci creiamo attorno, continuiamo a spruzzare pesticidi, a avvelenare la Terra che ci nutre e che ci dona la vita, talmente ciechi nella nostra arroganza da non renderci conto che siamo sull’orlo del suicidio collettivo.

 

Come disse Einstein, se le api dovessero scomparire, all’umanità resterebbero quattro anni di vita.

 

Ho fatto il corso per diventare Sommelier del Miele, spinta dalla curiosità e dalla sete di imparare cose nuove, movente centrale della mia vita. Penso, quindi sono, cogito ergo sum sarebbe il mio motto personale. E sono rimasta affascinata di quanto il mondo del miele sia ricco e intrigante, di quanto sia straordinario ciò che si rinchiude nei piccoli barattoli che mettiamo sui nostri tavoli. Quel momento magico quando metti il naso in un calice di miele, quando chiudi gli occhi e parti con la fantasia in un viaggio per i prati e i boschi d’Italia. I mieli delle fresche vallate alpine, che odorano di fiori alpini e di rugiada, i mieli dei boschi di castagni e corbezzoli dell’Appennino e poi i mieli delle isole, dove si sentono i profumi della macchia mediterranea, di salsedine e di vento. Una ricchezza straordinaria di profumi, di piante, di luoghi rinchiusa nel piccolo barattino regalatoci dalle care generose api.

 

Quanti mieli ci sono nel mondo?

E volendo in questo viaggio si può andare ben oltre, assaggiando dei mieli stranieri, i mieli delle pianure dell’Est Europa che sanno di girasoli e di praterie polverose, o quelli australiani all’eucalipto, esotici e profumati, oppure il particolarissimo miele di manuka neozelandese, con una consistenza dalla cremositá inusuale e dai profumi idiosincratici. Si, chiudi gli occhi, metti il naso nel calice e parti, guidato dai profumi inebrianti dei mieli che ti portano lontano in una sorta di viaggio astrale. Quando visito paesi stranieri, oltre ai vini del luogo, cerco sempre di assaggiare i mieli, alla ricerca dell’essenziale, di quei profumi e sapori che sono unici di quel luogo. La ricerca del Terroir, di quell’essenziale un po’ mistico, di quel Genius Loci, dell’Anima del Luogo. Sono tornata recentemente da Tenerife e lì oltre ad aver assaggiato dei vini straordinari di Listan Negro e altre varietà autoctone, ho assaggiato il miele del parco dei vulcano Teide, che ha una flora unica e singolare.

Personalmente preferisco sempre assaggiare i mieli millefiori e i mieli di bosco, in particolare quelli a statuto IGP: provenienti da parchi naturali, zone protette e luoghi incontaminati dove la Natura regna sovrana. Per me sono l’espressione più pura di un territorio, meno c’è presenza dell’Uomo, meglio è, e più forte e autentica è l’impronta del luogo.

 

Facendo questo corso mi sono innamorata ancora più fortemente del miele. E delle api. Ho un immensa stima e gratitudine verso di loro, per tutto ciò che fanno e che ci donano. È talmente saggio, talmente immenso ciò che fanno, che si fa quasi fatica a comprenderlo, tale è la sua grandezza. Sono una vera
meraviglia, un mistero, queste piccole creature così intelligenti e organizzate. E così altruiste e generose. È commuovente immaginare tutto ciò che fanno, nella loro breve vita, che grandi lavoratrici sono e quanto è straordinario e unico il loro dono, il miele. Si, quel miele di cui noi umani ci appropriamo in maniera più o meno lecita, che poi con negligenza e scarsa considerazione mettiamo nel tè. A volte mi fa quasi rabbia, oltre che infinita tristezza, di quanto abbiamo perso la nostra capacità di meravigliarsi. Solo i bambini ce l’hanno ancora, beati loro. A volte vorrei mettermi a gridare al mondo e scuotere le coscienze intorpidite delle persone

Ma vi rendete conto di quanto sono straordinarie le api?! Di quanto sono importanti per noi e per la nostra sopravvivenza?! Dovremmo venerarle ed esserne immensamente grati, invece le avveleniamo e maltrattiamo. Dovremmo proteggerle e amarle, dovremmo curarle, perché sono loro che curano noi, che ci donano il vero elisir di lunga vita e salute. Vorrei gridare questo al mondo, vorrei vedere un mondo in cui l’uomo si svegli dal torpore, apra gli occhi e la coscienza e cambia attitudine verso la Natura e il mondo. Un mondo in cui smettiamo di essere egoisti accecati e arroganti e diventiamo esseri sensibili, gentili verso la Natura e verso gli altri esseri viventi. In particolare verso quelli più nobili e altruisti come le api, senza le quali la nostra esistenza crollerebbe.

I have a dream..
To bee or not to bee..

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